Pubblicato da: paolofranchini su: 5 Ottobre 2009
Immaginate una sera piovosa di metà settembre e tre individui piuttosto “balenghi”.
Al primo, quello più smorto, mettete in mano una biro e un foglio di carta a quadretti; al secondo, il tizio sempre serio, affidate una macchina fotografica; il terzo, invece, quello col fisicaccio e il viso sorridente, imbrattatelo per bene di marmellata di fragole…
Alla fine, non potrà che prendere forma una follia.
Di quelle sane, però. Di quelle che ci piacciono tanto.
Buona lettura e… alla prossima!

Chiamatelo cuoco, se vi piace. Oppure chef, se preferite. La cosa importante, comunque, è saperlo un artista. Uno di quelli veri.
Suvvia, non fate quella faccia: la cucina è arte.
È creare dal nulla, regalare emozioni, confrontarsi e scontrarsi con la chimica, la fisica, la geometria. Illudersi di dominare la materia per poi scendere a patti con lei solo per amore del gusto. La cucina è follia, disegno, invenzione, sorpresa, gioco, scultura, ma è anche eccitare, raccontare, scherzare, insegnare, osservare, divertirsi a divertire e a far innamorare.
Perché la cucina, questo oramai si sa, non è solo nutrimento per il corpo: è cibo per la mente. Ecco, sì, la cucina è soprattutto questo.
Il cuoco – o chef, che dir si voglia – accende e spegne, dosa e mischia, azzarda e conquista. Il cuoco accarezza, stordisce, colpisce. Senza mai fare male, però.
Fateci caso: il cuoco esiste per gli occhi di chiunque, ma non per i suoi, perché ama prima gli altri e poi sé stesso. Vive per regalare piacere al prossimo senza mai risparmiarsi. Gode nel far godere, ecco, l’ho detto. Per innovare le tradizioni e renderle eterne, scaldato da un fuoco ancora più rovente di quello che si diverte con le sue pignatte: il fuoco della sua passione, quello che non si spegnerà mai.
Il cuoco trasforma la natura in desiderio e piacere, una voglia deliziosa e mai effimera che adora offrire insieme al cuore. E poco importa, in fondo, se qualche volta non è proprio il suo…
Lo scatto è di Michele Stillitano, fotografo.
Il modello è Andrea Frattini, chef.
Il racconto, visto che siamo in cucina, è farina del mio sacco…
Questo racconto e questa fotografia trovano spazio anche ne “La vetrina da leggere” di ottobre 2009.
Molto…gustoso!
Bravissimo, come sempre, Paolo, e davvero inquietante la foto di MS. Non oso pensare all’…ammazzacaffè.
5 Ottobre 2009 a 12:18 pm
Sobrio, lineare, rapido e diretto, quandanche barocco, des fois.
Preciso e sintetico: Ottimo.